Autori
Salvatore Di Giacomo
Poesia, voce e memoria
Salvatore Di Giacomo occupa un posto particolare in Versi di Napoli. Molte delle sue poesie fanno già parte delle letture da cui nasce questo progetto e venti di esse sono diventate anche musica. Qui non vogliamo costruire una biografia completa, ma incontrare il poeta attraverso i suoi versi e attraverso il ricordo che ne lasciò Libero Bovio in Scritti vari.
Una voce sul poeta
Di Giacomo visto da Libero Bovio
Il ricordo di Libero Bovio comincia dalla morte di Di Giacomo, ma diventa subito il racconto della scomparsa di un intero mondo. Marechiaro, Posillipo, i mandolini, il mare e le voci della città sembrano partecipare al lutto: non è soltanto morto un poeta, sembra dire Bovio, ma una parte della Napoli che quel poeta aveva saputo custodire.
Ciò che Bovio ammira soprattutto è la capacità di Di Giacomo di ottenere profondità con parole semplici. Nei suoi versi l'amore, la separazione, la malinconia e il dolore non hanno bisogno di grandi dichiarazioni: bastano poche parole, un'immagine, una voce, un gesto.
«Parole semplici, povere, quasi [...] ma forse, appunto per questo, le più universali.»
Bovio ricorda anche un uomo schivo, solitario, poco incline a parlare della propria poesia. La malinconia attraversa il suo ritratto quasi come una presenza costante e finisce per entrare nella lingua stessa dei versi. Ma quella malinconia non resta mai soltanto sentimento: diventa immagine, musica, scena, personaggio.
Nel ricordo di Bovio, Di Giacomo può passare con naturalezza dal terribile al tenue, dall'orrido al comico, dal dolore alla grazia. È proprio questa capacità di tenere insieme registri diversi a rendere difficile separare la sua poesia dalla città che la genera.
Per questo, in Versi di Napoli, Di Giacomo non entra come autore da spiegare, ma come voce da leggere, ascoltare e, quando accade, anche cantare.
Indice
Le opere presenti in Versi di Napoli
Poesie
Novelle
Ascolto
Poesia e musica
Una parte importante dell'incontro con Di Giacomo, in questo progetto, passa anche attraverso la musica. Venti sue poesie sono state musicate. Le pagine di Maria Rò e Da ’o quarto piano permettono di proseguire la lettura con l’ascolto delle versioni contemporanee. La musica resta una prosecuzione della lettura, non il suo sostituto.
Fonti
Libero Bovio, Scritti vari, con la consulenza di Enrico Fiore, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1993; edizione elettronica Liber Liber, 7 febbraio 2013.