Romanzo

Eufemia

ovvero Il segreto di due amanti

Francesco Mastriani

Un romanzo del 1868, con una lingua fortemente ottocentesca. Dietro parole e costruzioni oggi meno familiari, alcuni passaggi sulla condizione femminile, sul privilegio e sul segreto possono apparire sorprendentemente vicini a questioni ancora attuali.

Un piccolo aiuto

Entrare nella lingua

Il primo ostacolo può essere la lingua: parole oggi poco comuni e periodi che chiedono un passo più lento. Questo piccolo aiuto serve a entrare nelle pagine, senza sostituire la loro voce.

eziandio
anche.
allorchè
quando.
comechè
benché.
perocchè
poiché.
d’uopo
necessario.

Dal romanzo

Una società illogica

[…] raccontasse una storia così bizzarra e singolare, che non sarà sterile di documenti salutari in un tempo, in cui la donna è vittima di una illogica società.

PDF Liber Liber, p. 15

Dal romanzo

I nervi e ciò che non si nomina

[…] la sensitività troppo grande in guisa che la reazione dei nervi è sempre sproporzionatamente maggiore all’azione delle impressioni; sono questo pel consueto e per le generali i sintomi che presentano que’ mali di nervi che non è guari erano conosciuti sotto il nome di vapori.

PDF Liber Liber, p. 267

Dal romanzo

Il superfluo e il necessario

Delle due l’una: questi beni di cui egli dispone gli sono ancora necessari, e perchè spogliarsene? Se gli sono superflui, perchè costituirne un privilegio di due o tre individui, allorchè tutta la società vi ha dritto? La società dice: Arricchisci e godi, e sta sicuro ch’io difenderò le tue terre, i tuoi palagi, ma, quando non avrai più bisogno delle tue terre e de’ tuoi palagi, sono io la tua legittima erede, perciocchè io te li diedi, e non i tuoi figliuoli che non ancora erano nati, e che nulla fecero per meritarsi questi beni. Nessuno ha dritto al superfluo quando tutti non hanno il necessario. Chi ha arricchito te? Il lavoro. Ebbene, il lavoro arricchirà i tuoi figli, o almeno li salverà dalla fame.

PDF Liber Liber, p. 33

Dal romanzo

Il segreto come protezione

Signor Lorenzo, quel che mi accingo a dirvi, quello che affiderò al vostro onore e sopratutto alla vostra segretezza, è talmente strano, talmente nuovo, talmente dilicato, che, a compiere l’opera di cui vi parlerò, bisognando un nobil cuore, un carattere cavalleresco e un animo capace di comprendere la santità del giuramento, non ho creduto far cadere su altri la scelta che su voi tra quanti giovani signori io conosco in questo paese.

PDF Liber Liber, p. 49

UNA VOCE DI LETTORE

Un romanzo più moderno di quanto mi aspettassi

La prima difficoltà, per me, è stata la lingua. Eufemia è un romanzo dell’Ottocento e si sente: parole come “allorchè”, “eziandio”, “comechè” e una sintassi molto diversa dalla nostra rallentano la lettura. Superato questo primo ostacolo, però, il romanzo mi è sembrato sorprendentemente moderno.

Mi ha colpito soprattutto il modo in cui il corpo femminile viene guardato e interpretato. Ci sono sintomi, sofferenze e disagi che vengono ricondotti ai “nervi”, quasi che il corpo della donna debba essere tradotto in una formula accettabile prima ancora di poter essere ascoltato. È difficile non pensare a quanto questo tema sia ancora attuale.

Mi ha sorpreso anche il discorso del padre di Lorenzo contro l’eredità. La frase «Nessuno ha dritto al superfluo quando tutti non hanno il necessario» mi è sembrata radicale, soprattutto messa in bocca a un banchiere dell’Ottocento. È uno di quei passaggi in cui il romanzo sembra parlare molto oltre il proprio tempo.

Diversa è stata la mia reazione davanti al marchese. Il suo modo di difendere l’onore della famiglia, anche a costo di lasciare altri nell’incertezza e nella sofferenza, mi ha irritato. Capisco la logica del personaggio e del tempo in cui vive, ma a me è sembrata una gabbia costruita in nome di una rispettabilità che finisce per pesare soprattutto sugli altri.

E poi c’è un’altra contraddizione che mi ha colpito: il romanzo mostra grande partecipazione per una donna stretta dentro convenzioni sociali soffocanti, ma nelle pagine conclusive torna su matrimonio, ruolo femminile ed emancipazione con toni molto più tradizionali. Questo scarto mi ha sorpreso parecchio.

Ci fermiamo qui, per non togliere al lettore il gusto di arrivare da sé alle pagine finali.

UN’ALTRA CHIAVE

Il segreto come forma di potere

In Eufemia il segreto non serve soltanto a creare suspense. Decide chi può sapere, chi può scegliere e persino chi può comprendere ciò che gli sta accadendo.

I personaggi credono spesso di proteggere qualcuno nascondendogli una verità. Ma quella protezione ha un prezzo: chi non sa è costretto ad agire dentro una realtà incompleta, costruita dagli altri.

È soprattutto questo che rende ambiguo il comportamento del marchese. Il suo scopo può apparire comprensibile nel sistema di valori in cui vive: difendere la figlia, il nome della famiglia, l’onore. Ma per farlo assume il diritto di stabilire quali verità Eufemia e Lorenzo siano pronti a conoscere e quali no.

Il segreto, quindi, non è soltanto qualcosa che viene custodito. È qualcosa che organizza i rapporti di forza.

Da questo punto di vista, il sottotitolo Il segreto di due amanti acquista quasi un secondo significato: non indica soltanto un mistero che riguarda due persone, ma una verità che appartiene a loro e che, per lungo tempo, viene amministrata da altri.

Forse è anche per questo che il romanzo appare così vicino a noi. Cambiano le convenzioni sociali, ma resta attuale una domanda: fino a che punto si può decidere per qualcuno “per il suo bene”?

Questa è una possibile chiave di lettura proposta con l’aiuto dell’IA, non una spiegazione definitiva del testo.

Fonti

Testo: Francesco Mastriani, Eufemia, ovvero Il segreto di due amanti, edizione elettronica in PDF Liber Liber. Estratti alle pagine 15, 267, 33 e 49; numerazione del PDF coincidente con quella stampata nell’e-book.

Fonte cartacea indicata: Eufemia, ovvero Il segreto di due amanti : fatto contemporaneo / per Francesco Mastriani. - Napoli : presso L. Gargiulo, 1868. - 2 v. (319 p. compless.) : ill. ; 18 cm.

Prima edizione elettronica: 19 gennaio 2026.

Digitalizzazione: Alberto Oliva. Revisione e impaginazione: Gabriella Dodero. Pubblicazione: Claudia Pantanetti.

Diritti d’autore: no, secondo i dati dell’e-book. Licenza: il testo elettronico rimanda alla pagina delle licenze Liber Liber.